Premio Letterario Basilicata

Si è tenuta ieri, a Potenza, nella splendida cornice del Teatro Stabile, la premiazione della XLVIII edizione del “Premio Letterario Basilicata”.
Il CID ha avuto l’onore di ricevere un premio speciale, con la seguente motivazione:

“Al Centro Internazionale di ricerca in Dialettologia – A.L.Ba.,
istituito presso la cattedra di Glottologia e Linguistica dell’Università della Basilicata e diretto dalla Prof.ssa Patrizia Del Puente, impegnato in una solerte attività di studio e ricerca dei sostrati linguistici delle aree della Regione Basilicata, nell’intento di restituire alle comunità lucane la loro storia depositata nella lingua dialettale, e offrire alla comunità scientifica un atlante del patrimonio dialettologico stratificatosi nel suo territorio.”

Il Premio fu fondato nel 1972 dal Circolo Culturale “Silvio Spaventa Filippi” di Potenza, allora presieduto dal compianto Avv. Andrea Varango, che, sollecitato da profonde idealità civili e culturali, a questa istituzione dedicò gli ultimi trent’anni della sua esistenza
Quest’iniziativa nacque dalla esigenza di stabilire collegamenti con la vita intellettuale nazionale per reagire positivamente alle condizioni di isolamento in cui si trovava la nostra regione; esigenza tanto più avvertita in un momento in cui, con l’istituzione della Regione a statuto ordinario, la comunità lucana veniva sollecitata ad essere protagonista del suo riscatto dalla condizione di marginalità socio-economica e culturale, in cui la storia e la politica, più che la geografia, l’avevano condannata per secoli. Si poneva allora anche il problema della riscoperta delle radici storiche e della ricomposizione della difficile identità lucana, di qui l’idea di una sezione del Premio riservata alla saggistica storica allo scopo di contribuire al rinnovamento degli studi storici regionali, a promuovere e diffondere la conoscenza della cultura lucana, ad approfondire i fenomeni e gli aspetti creativi della cultura regionale. A presiedere la giuria, per alcune edizioni unica per la Narrativa e la Saggistica storica, fu chiamato Carlo Bo, invitato da Emilio Colombo perché prendesse sotto la sua guida il neonato Premio. Bo, protagonista e testimone della cultura nazionale di un secolo, guidò il Premio per un quarto di secolo, accreditandolo con la sua autorità culturale e morale presso la cultura nazionale. Bo rimase presidente della Giuria della narrativa sino al 1993, quando le condizioni di salute non gli consentirono più di affrontare i disagi di un viaggio troppo lungo. A raccoglierne l’eredità, continuando felicemente nel solco tracciato da Bo, è Leone Piccioni, prestigioso intellettuale e critico letterario.
La composizione delle giurie è il punto forza del Premio Letterario Basilicata. Queste, arricchitesi via via dei più bei nomi della cultura letteraria e dei più prestigiosi studiosi del mondo accademico italiano, pur negli inevitabili cambiamenti dovuti a condizioni di salute e, purtroppo, a decessi, sono rimaste, nel nucleo originario, immutate. Ciò costituisce un fattore di stabilità e di continuità di indirizzo: rigore delle scelte non condizionate da gruppi di pressione intellettuale o editoriale, riconoscimento della qualità estetica e di impegno etico, di qualità di scrittura e di significato umano delle opere.
Inizialmente il Premio prevedeva due sezioni, la “Narrativa” e la “Saggistica storica”, affidate entrambe ad un’unica giuria presieduta da Carlo Bo.
Nel 1975 fu istituita una autonoma giuria per le opere di saggistica, la cui presidenza fu affidata a Nicola Cilento, Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, che nel 1978, per impegni accademici, lasciò la carica, pur continuando a far parte della Giuria. Gli subentrò il professore Tommaso Pedio, rimasto in carica sino alla morte avvenuta nel Gennaio 2000. Dall’edizione 2001 presiede la Giuria l’Accademico dei Lincei Cosimo Damiano Fonseca.
Nel 1987, su proposta di Carlo Bo, fu istituita la sezione di “Letteratura spirituale e Poesia religiosa” da assegnare a “personalità illustri che abbiano contribuito con la loro attività (mediante istituzioni e testi) all’affermazione e alla riflessione dei principi che motivano una vita interiore e una cultura ispirate alla trascendenza”.
Dal 2003, infine, il Premio si è proiettato anche fisicamente sul territorio regionale con la sua sezione itinerante – Storiografia e Cultura lucana – allo scopo di coinvolgere le comunità locali e di inserire la nostra istituzione sempre di più nel tessuto socio-culturale della Regione.

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